Tarquinia 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle informa la cittadinanza pubblicando l’ordinanza riguardante l’arsenico, mai adeguatamente diffusa

Quando le istituzioni non tutelano i cittadini, i cittadini devono tutelarsi da soli. Sulla base di questa considerazione il Movimento 5 Stelle di Tarquinia ha iniziato una campagna informativa sul problema dell’arsenico che affligge la rete idrica del territorio di Tarquinia. Dopo le ultime dichiarazioni del sindaco Mazzola: “L’acqua di Tarquinia è potabile. La concentrazione di arsenico rientra nei limiti previsti dalla legge”, ci è sembrato doveroso pubblicare in maniera ampia e diffusa proprio l’ordinanza del sindaco, tuttora in vigore, riguardante il divieto esplicito, per alcune categorie, dell’utilizzo dell’acqua per il consumo umano nel nostro territorio. Ordinanza di cui ancora oggi molti cittadini non sono a conoscenza, sia per una inadeguata diffusione, sia per le ambigue dichiarazioni della massima autorità sanitaria locale, che dichiara potabile l’acqua quando, lui stesso, ne limita l’uso secondo le modalità descritte nell’ordinanza.
A certificare il problema arsenico è stato recentemente anche il T.A.R. del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato dal Codacons relativo alla richiesta di risarcimento per la presenza di arsenico superiore ai 20 microgrammi/litro nelle acque distribuite negli acquedotti di alcune regioni italiane tra le quali anche la nostra. I circa 2000 cittadini che hanno affidato il ricorso alla nota associazione di consumatori avranno diritto ad un risarcimento economico. I futuri sviluppi della vicenda non potranno non riguardare anche la nostra città che, da tempo, è oggetto di attenzioni proprio per la presenza di arsenico nell’acqua degli acquedotti comunali con valori compresi tra 10 e 20 microgrammi/litro. Ricordiamo che l’uso parziale di acque come la nostra sarà consentito fino al 31 dicembre 2012, termine oltre il quale, improrogabilmente, la soglia di non potabilità delle acque, sarà di 10 microgrammi/litro: un valore ben superato – e da tempo – dai campioni prelevati in diversi punti dell’acquedotto tarquiniese.

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