Tarquinia 5 Stelle

M5S Tarquinia su San Giorgio, piscina e rifiuti: “il commissario porta avanti politiche vecchie”

Osservate Tarquinia, una città alla mercé di antichi e vecchi marpioni che si ciclano e si riciclano, approfittando della distrazione di massa. In questa situazione si muove disinvolto il Commissario prefettizio, “voluto” dalla precedente amministrazione Mencarini e da tutti i suoi tanti e “abili” sostenitori, capibastone di un’accozzaglia di liste, che ci hanno fatto il bel regalo del commissariamento.

Il Commissario Ranieri a parole si dice smarcato dalla politica ma i fatti parlano diversamente. Suo compito principale avrebbe dovuto essere il governo dell’apparato comunale fino alle elezioni di maggio, gestendo l’ordinario e lasciando alle forze politiche il compito di risolvere le situazioni complesse o di grande impatto economico. Soprattutto quando comportano il prelievo diretto del denaro direttamente dalle tasche dei cittadini, come è il caso della raccolta rifiuti, un affare da oltre 15.000.000 di euro che il Commissario sta portando avanti con un capitolato ormai vecchio e costoso, partorito ai tempi di Mazzola e Celli, carente di soluzioni innovative alla luce della nuova disciplina degli appalti pubblici.

D’altro canto, il Commissario ha dimostrato una tangibile difficoltà a far funzionare le cose, con scelte che hanno spesso portato a fallimenti o si sono rivelate una sconveniente intromissione in problemi da cui avrebbe dovuto, secondo noi, tenersi alla larga.

Quanto ai fallimenti vedi la mancata riapertura della piscina in tempi ragionevoli, dovuta all’incapacità di confezionare autonomamente una gara finalizzata al buon funzionamento di un servizio fondamentale per la nostra comunità. Il commissario ha insistito a riproporre il disastroso bando precedente, senza prendere atto che la difficile passata gestione deve pur aver avuto una quota di responsabilità del Comune a trazione piddina. Se la piscina fosse una macchina per fare soldi avremmo una fila di aspiranti concessionari, ma così non è.

E che dire delle casette dell’acqua che ancora languono inutilizzate, mentre migliaia di tarquiniesi sono stati defraudati sia del diritto di attingere acqua depurata che delle tessere prepagate per acquistare il prezioso liquido, che non sgorga più.

Dove non inanella insuccessi il Commissario insiste con un programma da cui avrebbe dovuto astenersi lasciando alla prossima amministrazione il ruolo di elaborare le soluzioni migliori per la nostra città: vedi quanto accade a San Giorgio dove l’azione del commissario presenta fin troppe coincidenze con il fare del decennio piddino che ha preceduto la breve e drammatica sindacatura Mencarini. In pratica il Commissario sta mettendo chi governerà Tarquinia dopo le elezioni di fronte al fatto compiuto di una “cabina di regia” dove sono ben rappresentati i consorzi con presidenti e progettisti, ma manca il contrappeso delle forze politiche che sono del tutto assenti e il Commissario non ha avvertito minimamente la necessità di coinvolgerle. Giulivi e i suoi supporters, di destra e di sinistra, possono restare alla finestra mentre il Commissario fa il “lavoro sporco” e Giulivi si permette il lusso di dire che risolvere la questione San Giorgio non è una priorità!

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